LocandinaEventoACS 2026 03 17 2Un nuovo passo avanti nella valorizzazione della memoria scientifica italiana. Martedì 17 marzo, presso la Sala Convegni dell’Archivio Centrale dello Stato di Roma, si terrà l’incontro dedicato alla documentazione conservata nell’Archivio e al suo contributo ai progetti di ricerca sul patrimonio storico della sismologia e meteorologia italiane.

L’evento, dal titolo “La documentazione dell’Archivio Centrale dello Stato per i progetti Polo e Catalogo dei Forti Terremoti in Italia di INGV: storia disciplinare e scienza”, rappresenta un momento di confronto sui primi risultati del Polo Documentario Storico Italiano della Sismologia e Meteorologia e i consolidati risultati del Catalogo, iniziativa promossa dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e l'Archivio Centrale dello Stato in collaborazione con il Museo Galileo di Firenze e il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'Analisi dell'Economia Agraria (CREA) e che si avvale di altri numerosi e prestigiosi partner.

Un archivio digitale per la memoria scientifica

Il progetto nasce con l’obiettivo di creare un archivio digitale pubblico e centralizzato che raccolga e renda accessibili documenti storici relativi allo studio dei terremoti e del clima nel nostro Paese. Registrazioni sismiche, bollettini meteorologici, corrispondenze scientifiche e altri materiali storici saranno progressivamente digitalizzati e messi a disposizione di ricercatori, studiosi e cittadini.

L’Italia vanta infatti una lunga tradizione nell’osservazione dei fenomeni naturali: già dal XVII secolo esistevano reti meteorologiche e, nel corso del Settecento, furono sviluppati i primi strumenti per registrare i terremoti. Questa attività ha prodotto una grande quantità di documentazione scientifica conservata in archivi e osservatori sparsi sul territorio nazionale.

Negli ultimi decenni progetti di ricerca dell’INGV hanno già censito e digitalizzato una parte significativa di questo patrimonio: oltre 200.000 sismogrammi storici, 25.000 lettere e circa 100.000 pagine di documenti. Tutto questo materiale confluirà nella banca dati open access del Polo documentario, con l’obiettivo di preservare e valorizzare un patrimonio che in molti casi rischiava la dispersione.

Studiare il passato per comprendere i rischi del futuro

La disponibilità di serie storiche lunghe e ben documentate è fondamentale non solo per la storia della scienza, ma anche per migliorare la conoscenza dei fenomeni naturali e contribuire alla mitigazione dei rischi legati a terremoti ed eventi meteorologici estremi.

In questo contesto, la documentazione conservata negli archivi storici del nostro Paese rappresenta una risorsa preziosa per ricostruire lo sviluppo delle discipline e per integrare le informazioni nei progetti di ricerca contemporanei. L’incontro romano si propone quindi come un’occasione per presentare i primi risultati del lavoro svolto e per rafforzare la collaborazione tra istituzioni scientifiche, archivi e centri di ricerca impegnati nella tutela della memoria scientifica italiana.

Apriranno i lavori Maria Letizia Sagù, Responsabile delegato dell’Archivio Centrale dello Stato, Antonio Tarasco, Direttore Generale degli Archivi, Fabio Florindo, Presidente dell’INGV, Giovanni Torre, Direttore Generale dell’INGV,  Roberto Ferrari, Direttore Esecutivo del Museo Galileo, Salvatore Stramondo, Direttore del Dipartimento Terremoti dell’INGV, Maria Chiara Zaganelli, Direttore Generale del CREA, e Giuseppe Corti, Direttore del Centro di Ricerca Agricoltura e Ambiente del CREA.

Seguiranno interventi di Emanuela Fiorletta e Geppi Calcara dell'ACS, Monia Maresci, Gabriele Tarabusi, Graziano Ferrari, Cecilia Ciuccarelli, Alessia Mandolesi, Silvia Maiorano, Filomena Latorre, Caterina Zei, Maria Carmen Beltrano di INGV, Stefano Casati e Fabrizio Butini del Museo Galileo e Luigi Iafrate (CREA).

Nella mattinata sarà inaugurata una piccola mostra di strumenti e documenti della storia della sismologia e della meteorologia organizzata dall’INGV e dall'Archivio Centrale dello Stato in collaborazione con il Museo Galileo e il (CREA).

La mostra rimarrà aperta fino al 30 di giugno 2026. È possibile prenotare visite didattiche per le scuole a questi indirizzi: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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