logo creaIl 19 dicembre 2025 è stata firmata la convenzione fra INGV e Centro di Ricerca Agricoltura e Ambiente (CREA-AA) del Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria (CREA) per la riproduzione digitale e divulgazione online, nell'ambito del Progetto Polo documentario storico italiano della sismologia e meteorologia, di una parte dello staordinario patrimonio di documentazione e dati meteorologici del CREA.

Annoverato tra i sei trasversali è il Centro di Ricerca Agricoltura e Ambiente (CREA-AA), che svolge studi e ricerche per la caratterizzazione, la gestione sostenibile e la modellazione spazio-temporale degli ecosistemi agrari e forestali, attraverso un approccio inter e multidisciplinare.

L’Archivio Meteorologico del CREA si configura come la principale raccolta di dati climatici storici d’Italia e costituisce una delle collezioni documentarie mondiali più preziose della tradizione osservativa strumentale della meteorologia moderna e delle scienze affini.

I documenti di quest’Archivio sono prevalentemente schede cartacee, decadiche e/o mensili, contenenti le diverse osservazioni e misure meteo-climatiche giornaliere. Vi sono conservate più di 900 serie meteorologiche rilevate in osservatori e stazioni termo-pluviometriche del territorio nazionale e delle ex colonie e protettorati italiani in Africa orientale e nella Penisola Balcanica. Le serie hanno diversa consistenza temporale e coprono il periodo che va dall’ultimo quarto dell’Ottocento al 2016. Circa 260 serie meteorologiche sono ultratrentennali, mentre circa 20 addirittura ultracentenarie. Le schede, oltre ai dati climatologici, contengono la descrizione di fenomeni atmosferici intensi ed estremi, note agrarie e cronachistiche e altre curiosità, assumendo, perciò, al di là del loro valore scientifico intrinseco, anche un elevato interesse storico e culturale. Il che le rende ancor più uniche nel loro genere.

L’Archivio Meteorologico Storico afferisce, a far data dal 2017, al CREA – Centro di Ricerca Agricoltura e Ambiente, che, attraverso la sua Unità di Agrometeorologia, è l’erede ultimo del R. Ufficio Centrale di Meteorologia, l’ente da cui l’archivio stesso ha avuto origine. La storia di questa prestigiosa e ricca collezione storica è, quindi, indissolubilmente legata ai successivi sviluppi e trasformazioni istituzionali di tale Ufficio: R. Ufficio Centrale di Meteorologia e Geodinamica, dal 1887 al 1923; R. Ufficio Centrale di Meteorologia e Geofisica, dal 1923 al 1939; R. Ufficio Centrale di Meteorologia e Climatologia, dal 1939 al 1941; Ufficio Centrale di Meteorologia e di Ecologia agraria, dal 1941 al 1957; Ufficio Centrale di Ecologia Agraria e di Difesa delle Piante dalle Avversità Meteoriche, meglio noto con l’acronimo UCEA, dal 1957 al 2007; Unità di Ricerca per la Climatologia e la Meteorologia applicate all’Agricoltura del Consiglio per la Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura (CRA-CMA, dal 2007 al 2017). La sede dell’Ufficio e dell’annesso Archivio era al Collegio Romano (dal 1879 al 2016).  

L’Archivio consta inoltre di: circa 90 faldoni di corrispondenza, sia storica che relativamente recente, intrattenuta dall’ex Ufficio Centrale di Meteorologia e i suoi “eredi istituzionali” con i direttori e gli osservatori delle stazioni della propria rete meteorologica, nel periodo 1880-2010, all’incirca; circa 8 metri cubi di cartoline fenologiche e dei temporali (ca. 1880 – ca. 1970); 2 metri cubi di materiale fotografico, principalmente articolato in lastre e foto antiche (ca. 1880 – ca. 1950); circa 15 scatole di cartoline sismiche relative al periodo 1887-1936; 80 faldoni, all’incirca, di documentazione scientifica dell’Osservatorio Aerologico e Geofisico di Pavia (ca. 1900 – ca. 1940).